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VR46.IT AGGIORNATA GRAFICAMENTE!!!

E’ oggi, 21/02/2012, data palindroma (si legge uguale anche leggendola al contrario) che la VR46, o meglio, il suo sito internet, si aggiorna graficamente.

Ecco a voi il link in anteprima, per chi non l’avesse ancora visto!!!

cliccate qui: VR46.IT

 

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VI|27

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Pubblicato da su 21/02/2012 in Valentino Rossi - MotoGP

 

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MONZA RALLY SHOW 2011

Bello.

Gran spettacolo come sempre, anzi, proprio a livello di spettacolo questa edizione ha avuto qualcosa in più!!!

Grande mancanza del Sic che però è stato ricordato come dovuto da tutti, con il Master Show a lui intitolato, le note della sua canzona preferita alla fine, tantissimi 58 appiccicati dappertutto. BELLISSIMO.

Un uomo in più invece che non ho altro da dire che il nome per farvi capire il livello del Monza Rally Show di quest’anno: SEBASTIEN LOEB.

Il ritorno del dottore: VALENTINO ROSSI, secondo dietro a Sua Maestà S. LOEB, beh, TANTO DI CAPPELLO!!!

Qui sotto alcune nostre foto, fatte personalmente, da me e dalla mia ragazza (tanto tutte le altre foto le potete beccare su internet.. XD ).

 
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Pubblicato da su 28/11/2011 in Valentino Rossi - MotoGP

 

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TEST VALENCIA 2012 MOTOGP 1000cc

 
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Pubblicato da su 08/11/2011 in Valentino Rossi - MotoGP

 

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INCREDIBILE FAIL. CASEY STONER CAMPIONE 2011 CON DUCATI.

ESCLUSIVA DI QUESTO BLOG.
EXCLUSIVE OF THIS BLOG. 

ECCO QUANTO APPARSO SULLA GAZZETTA DELLO SPORT OGGI, 17/10/2011.
And now, look at what it is appeared on “Gazzetta dello Sport” today, 17th October 2011.

CASEY STONER CAMPIONE DEL MONDO MOTOGP 2011 CON DUCATI.
CASEY STONER MOTOGP WORLD CHAMPION 2011 WITH DUCATI.

Semplice errore o “arretratezza” nei dati???????
Simply an error or a backwardness of data??????? 

GUARDATE:
LOOK THIS: 

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VI|27

 
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Pubblicato da su 17/10/2011 in Valentino Rossi - MotoGP

 

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MOTEGI: lettura personale.

Sono d’accordo con Guido Meda, d’accordissimo, sul fatto che non è che una volta arrivati li in giappone, si diventi verdi fluorescenti, segno di contaminazione. Saranno gli anni a dimostrare (spero di cuore di no, con sonora toccata di ferro) se il giappone è contaminato o meno.

Sono esterrefatto in senso positivo, nel senso che sono rimasto a bocca aperta, da tutti quei giapponesi con la scritta “Thanks for coming in Japan!”, BELLISSIMO!!!

Non capisco Dovizioso. Quel Dovizioso che non mi faceva ne caldo ne freddo, quel Dovizioso che, in mancanza di Rossi e Simoncelli, tifavo perché italiano. Quel Dovizioso che ora dichiara 2 cose fondamentali, almeno per il week end di Motegi:
1 – “Simoncelli, Spies e Bautista sono piloti da copertina che a mala pena conoscono il profumo della vittoria.”
2 – “Peccato per la partenza, potevo giocarmi la vittoria.”

Le risposte a queste due domande sono state rispettivamente:
1 – Spies, caro il mio Dovi, in MotoGP, ha vinto quanto te!!! Bautista, avesse una moto competitiva, non so come sarebbe messo…
1bis – Simoncelli è già 2 gare che ti batte e in prova quasi sempre è andato meglio di te.
2 – Potevi giocarti la vittoria? Ok ci credo, ma quando c’era da giocarti il quarto posto, hai perso.

Rossi che cade dopo 25 secondi di gara e racconta la sua versione, secondo me giusta e che NON DA LA COLPA A NESSUNO, anzi dichiara:”Sono cose che capitano in gara”!! Non dice ca***te nemmeno quando è un’annata obbrobriosa.

Lorenzo che dichiara:”Per poco Rossi non mi fa cadere alla seconda curva.” – Caro Jorge, io ti rispetto, come ho sempre fatto e come faccio con tutti i piloti, ma perché devi dare la colpa a Valentino, quando lui stesso non l’ha data a nessuno, e tanto meno Spies, che ci ha rimesso più di te?!?! Per salvare la faccia dai tifosi di Vale (o comunque, per me, in generale), bastava non dicessi quella frase ma un semplice “…ho avuto un mini contatto con Vale, sono cose che capitano in gara.”

Si parla di accorciare i punteggi. Ma accorciare cosa che l’anno prossimo si avranno più moto sullo schieramento?! Meglio più moto che meno punti per pochi!!

Queste sono le mie opinioni…

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VI|27

 
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Pubblicato da su 03/10/2011 in Valentino Rossi - MotoGP

 

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FACILITA’ vs. TRADIZIONE

L’argomento è sempre quello: facilità contro tradizione.

Vi ripropongo le parole del settimanale Motosprint di oggi (27/09/2011):

“… Tutti questi venti di rivoluzione faranno storcere il naso a quelli che vogliono restare aggrappati alla tradizione anche quando la tradizione ti fa prendere due secondi al giro, ma la decisione di cambiare è giusta. Perché la Ducati oggi è indietro di almeno un anno, rispetto a Honda e Yamaha. … Serve una moto più moderna, che riesca a sfruttare le gomme Bridgestone di nuova generazione, che si lasci guidare senza obbligare il pilota a viaggiare sempre sul filo del baratro e si metta a punto con più velocità nei pochi turni di prove del GP. Infine, che diventi più facile da sfruttare da ogni tipo di pilota. Perché le moto vincenti sono così.” – Enrico Borghi

Ora, per me le frasi chiave sono:

1 – … FARANNO STORCERE IL NASO A QUELLI CHE VOGLIONO RESTARE AGGRAPPATI ALLA TRADIZIONE ANCHE QUANDO LA TRADIZIONE TI FA PRENDERE DUE SECONDI AL GIRO…

2 – … CHE DIVENTI PIÙ FACILE DA SFRUTTARE DA OGNI TIPO DI PILOTA. PERCHÉ LE MOTO VINCENTI SONO COSÌ.

Oddio, non sono frasi dette a caso!! Honda e Yamaha VINCONO perché sono FACILI DA SFRUTTARE DA OGNI TIPO DI PILOTA.

 

Un’altra citazione di motosprint che si collega bene a questo concetto è la frase detta a fine gara da Jonathan Rea:

“Se la moto va io vinco. La moto con gli ultimi aggiornamenti è molto più facile da controllare. Ma stiamo lavorando anche su altri particolari.”

Siamo sempre qui, SE LA MOTO VA IO VINCO; …E’ PIU’ FACILE DA CONTROLLARE, segno che con una moto “stronza” non vai molto lontano; LAVORIAMO SU ALTRI PARTICOLARI, che per lavorare si intende cambiare, altrimenti cosa ci lavorano a fare?!?!

Ecco, per migliorare, per rendere qualcosa più facile, più affidabile, bisogna lavorare, ergo cambiare.

Chi vuol capire, capisca.

 

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VI|27

 
 

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Know-how.. Ne avete mai sentito parlare???

L’università non è che mi stia tanto simpatica ma ogni tanto trovo la sua giusta applicazione, o meglio, la giusta applicazione di ciò che mi insegnano.

Non è in campo lavorativo, per stavolta, ma mi è saltato in mente quanto detto dal titolo di questo post. Il Know-how, ossia bagaglio informativo.

Mi è stato insegnato, in poche parole, che se un’azienda è tradizionalista, ancorata ai propri principi senza aver alcuna visione del mondo esterno è si un punto di forza da un lato, ma una grandissima debolezza dall’altro, in quanto le altre aziende si evolveranno, miglioreranno, mentre questa resterà tradizionale, sempre ferma allo stesso punto.

Quindi abbiamo da un lato un’azienda innovativa e una tradizionale. La prima “vede” l’ambiente esterno, ne capisce le contingenze, cambia adattandosi all’ambiente e, addirittura, cambiandolo, nei limiti del possibile.

Dall’altro lato abbiamo un’azienda tradizionale, con i propri principi. Questa, anche con i cambiamenti dell’ambiente porta avanti la propria teoria dell'”…abbiamo sempre fatto così, continuiamo a fare così!”, non rendendosi conto dei cambiamenti e non apportando alcuna modifica alla propria struttura per migliorare, in quanto questa azienda non vede miglioramenti se non quelli che si otterrebbero rimanendo tradizionale.

Questo problema secondo me è molto applicabile al paragone Honda, Yamaha da un lato e Ducati dall’altro. O meglio, non voglio accusare nessuna casa motociclistica, affatto, anzi. Ma vorrei far rendere conto di ciò a chi difende a spada tratta la propria casa definendosi tradizionalista.

Tornando al discorso di prima, si può affermare come certe aziende grandissime e ricche di tecnologie (da non intendersi solo come elettronica ma come vantaggi competitivi e segni distintivi), abbiano paura che una parte dei loro “dipendenti” esegua uno Spin-off, ossia si sposti da questa azienda ad un’altra (nuova o già esistente) e porti il proprio bagaglio conoscitivo in quest’ultima. Così facendo, questo gruppo di persone che si sposta da un’azienda ad un’altra, porta le conoscenze che ha, porta tutta l’esperienza che ha avuto nell’azienda dalla quale “parte” all’azienda alla quale “arriva”.

Lo spin-off si può individuare nel passaggio della “Banda Rossi” da Honda a Yamaha prima, e da Yamaha a Ducati poi. La “Banda Rossi” (Valentino, Burgess, Flamigni, Briggs e compagnia bella) porta il proprio bagaglio conoscitivo da un’azienda ad un’altra, con la speranza dell’azienda “d’arrivo” che apportino miglioramenti al loro prodotto. Portano il proprio Know-how, la propria esperienza, le proprie conoscenze, tutto ciò che sanno per rendere migliore, o almeno provarci, quell’azienda, o ciò che quell’azienda intende migliorare.

La sintesi di tutto ciò è che non bisogna restare fissati con la tradizione, con il motto “Abbiamo sempre fatto così e così resta!!”, con i soliti componenti e prodotti, ma bisogna guardarsi intorno e capire. Capire perché quello è fatto così e noi ce l’abbiamo fatto cosà. Capire perché loro vanno più forte e noi andiamo più piano. Capire tutto quello che c’è da capire e POI decidere se andare avanti con il metodo tradizionale o cercare di innovarsi, di migliorare. Ma se non si guarda all’esterno, non si è aperti, non si acquisisce know-how.

Grazie università per avermi fatto imparare questo, spero di farlo capire almeno a qualcuno. Pretendere di farlo capire a tutti, non me lo metto nemmeno in testa!!

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VI|27

 

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