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Vale risponde a Casey:”Corra da solo!”

29 Apr

Fine turno: Rossi incontra Stoner sulla pista e lo segue per un giro. Poi Stoner si lascia affiancare e indica con energia il codone della propria Honda. La sensazione è che gli voglia comunicare la propria scocciatura per averlo avuto in scia un giro. Sensazione confermata. Un’altra volta, mentre Simoncelli va fortissimo, Rossi e Stoner sono protagonisti di un diverbio di quelli che nascono e finiscono lì, ma solo in apparenza. Stoner da un po’di tempo a questa parte, anzi da quando Rossi ha preso la sua ex moto, sembra libero di sfogare sentimenti che prima aveva tenuto per sè. Son lontani i tempi in cui per festeggiare il mondiale del 2007 Stoner metteva il nome di Rossi nell’elenco degli idoli stampati sulla maglietta celebrativa del mondiale. Richiesto da tutti i giornalisti radunati nell’hospitality Ducati di un commento sul gesto dell’australiano Rossi risponde che pare un fiume in piena.
“Onestamente di tutte le cose che dice Stoner ultimamente ci capisco poco. Non lo so, a parte che è stato casuale incontrarmi con lui in pista, mentre rallentavo, per prendere fiato e non gli sono nemmeno stato tanto vicino, sono cose che succedono sempre, solo che lui reagisce sempre in maniera visibile”.

Gli astri congiurano contro te e Stoner e a favore nostro, a favore di noi giornalisti! Come vivi questi siparietti?
“Mah, leggo da un po’ le cose che dice Stoner e vedo che parla spesso di me citando questioni che nemmeno conosce. Giovedì ad esempio ha detto che non potevo stare in Yamaha perchè non mi avrebbero dato abbastanza soldi…Insomma, parla di cose che davvero non sa e che sono sbagliate. Parla della mia spalla e lo fa come fosse un primario dell’articolazione. Forse gli sto abbastanza antipatico. Però sulla cosa di questa volta, dai, sono fatti che succedono sempre. Se Stoner vuole che nessuno gli stia vicino in pista allora che vada a correre da solo. Quante volte han preso, ma per davvero, la scia a me… Il fatto è che a lui non è sembrato vero. Appena mi ha visto in difficoltà in un paio di test ha cominciato a spararmi addosso. Si vede che era un po’ che ci pensava, però secondo me poteva aspettare un po’ di più. Capisco che vede un avversario alle corde, però l’avversario bisogna anche stenderlo in pista…”.

Come hai fatto tu a Jerez!!
“No, non in quel senso! Io su quella questione lì devo solo chiedergli scusa”.

Ti vede un po’ come un fantasma, uno da esorcizzare, un’ossessione?
“Non lo so, ma temo di sì a questo punto. Già prima dell’incidente di Jerez, sul quale io devo stare zitto, aveva detto che io sono un pilota scorretto e che lui ha paura di stare in pista con me, solo perchcè nella grande battaglia di Laguna Seca lui ha perso e non ha mai accettato questa sconfitta. Da lì ha cominciato a piangere, ad accampare scuse, a dire che non sono pulito. Se te gli chiedi dove Valentino è stato scorretto non lo sa neanche lui. Dopo una gara così bella…ma dai, è come se Rayney avesse detto a Schwantz che era stato scorretto dopo Suzuka del 91. Cioè, purtroppo uno vince e l’altro perde. Questa è la verità”.

Ma tu avevi capito cosa ti diceva nel box a Jerez?
“Io un po’ l’avevo capito per la verità, ma non ero lì per finire ad insulti. Ho fatto quello che mi sentivo di fare. Non faccio le cose perchè c’è una telecamera. Volevo scusarmi in quel momento perchè sapevo che fino a qui non l’avrei più visto. Io al casco in testa non ci ho neanche pensato. Come fosse un dresscode. Boh? E poi finchè hai casco e guanti addosso in una collutazione sei più protetto. Lui poi ha spiegato che la storia sull’ambizione e il talento si riferiva a quella precisa manovra. Va bene, ma io mi aspettavo che lui mi dicesse vaffan, testa di c., sei un co…! Invece mi ha parlato della mia spalla come fosse una scusa. Lui però non può pensare che uno dica una cosa ancora prima che l’abbia detta”.

Per te ce ne sono molti che pensano alla spalla come ad una scusa?
“Immagino che i miei detrattori lo possano pensare, ma non so che farci. Io dico come stanno le cose. Se fa male lo dico. Poi cosa possano pensare i critici per me non è importante”.

Ma in moto?
“Ecco,al di là di questo, io son contento perchè per la prima volta sono in crescendo, mentre prima da un turno all’altro peggioravo o rimanevo lì. Son più vicino ai primi, sto bene, la mia spalla è migliorata tanto ed era ora. E pensare che la frattura del gamba sembrava peggio! La spalla è un casino, non ti fa vedere i risultati. È lunghissima, ti mette paura. Ora vedo la luce”.

Sportmediaset

 
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Pubblicato da su 29/04/2011 in Uncategorized

 

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