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La struttura organizzativa: il modello di Mintzberg.

28 Mar

La struttura organizzativa necessita di configurazioni organizzative, ossia di processi e caratteristiche che ogni impresa ha al suo interno e che la caratterizzano.

Le organizzazioni hanno bisogno di modalità di coordinamento che nascono dalle interdipendenze e dalla complessità del mercato e dell’ambiente in cui l’organizzazione opera. Il coordinamento è un meccanismo che sta dietro a certi strumenti (come i team o le task force). Le principali modalità di coordinamento sono:

  1. La supervisione diretta: ha un costo. Istituzione di livelli gerarchici tramite manager che controllano e coordinano l’operato dei propri subordinati.
  2. La standardizzazione dei processi produttivi: istituzione di procedure e norme che standardizzino i processi, riducendo l’intervento della supervisione diretta solamente alle eccezioni che si verificano nel processo produttivo.
  3. La standardizzazione degli output: si preoccupa di aumentare la libertà delle persona, l’organizzazione si preoccupa di definire gli obiettivi, gli output lasciando libero il modo in cui raggiungere questi obiettivi, massima libertà e zero standardizzazione dei processi.
  4. La standardizzazione della capacità: massima rappresentazione dell’autonomia e dell’assenza di gerarchia, di formalizzazione e di burocrazia. Si lasciano liberi i professionisti di operare secondo le proprie capacità. (Es. Ospedale, Studio legale.)
  5. Mutuo aggiustamento: massima informalità, libertà di migliorare le performance. Assenza di gerarchia ma è un meccanismo molto costoso.

La struttura delle organizzazioni può essere così rappresentata:

VERTICE STRATEGICO: parte dell’organizzazione che ha il compito di scegliere le strategie lungimiranti per l’organizzazione, ha potere di indirizzamento su come l’organizzazione si adatta all’ambiente.

LINEA INTERMEDIA: è la verticalizzazione dell’organizzazione, la divisione dell’autorità all’interno di essa, come vengono disposti i livelli gerarchici.

NUCLEO OPERATIVO: parte dell’organizzazione che si occupa dello svolgimento dei compiti. E’ l’insieme di ruoli, funzioni, divisioni dell’organizzazione.

TECNOSTRUTTURA: insieme di manager (totalmente diversa dalla linea gerarchica/intermedia) che si occupano della formalizzazione e standardizzazione dell’organizzazione.

FUNZIONI DI SUPPORTO: funzioni connesse alle funzioni core dell’organizzazione, non sono core ma sono connesse. Sono funzioni importanti che ritroviamo soprattutto nelle grandi organizzazioni (es. mensa). Possono essere esternalizzate.

 

Mintzberg per spiegare come e cosa sono le organizzazioni, le suddivide in 5 configurazioni organizzative e ciascuna di esse è dominante una diversa parte dell’organizzazione, un diverso grado di accentramento, un diverso meccanismo di coordinamento:

1. STRUTTURA SEMPLICE: struttura piatta composta da un vertice strategico e da un nucleo operativo. E’ assente la tecnostruttura, la linea intermedia e le funzioni si supporto in quanto è un’organizzazione relativa a un solo mercato. Ha i vantaggi della rapidità e della flessibilità all’interno di un mercato dinamico ma relativamente semplice, alla mancanza di formalizzazione mentre i suoi svantaggi sono relativi alla precarietà, alla resistenza al cambiamento e alla forte dipendenza da una sola persona.

VERTICE STRATEGICO; ACCENTRAMENTO; SUPERVISIONE DIRETTA.

 

2. BUROCRAZIA MECCANICA: struttura composta da tutte e 5 le componenti con forte predominanza della tecnostruttura e forte formalizzazione e coordinamento. Si ha una elevata specializzazione e segmentazione di compiti (Routine). Configurazione organizzativa adatta a mercati stabili in quanto è fortemente collegata alla produzione di massa (grande meccanizzazione dei processi). Si ha una netta distinzione tra line e staff, questi ultimi non si preoccupano dei problemi giornalieri ma di strategie lungimiranti, guardano al futuro, pianificano la procedura.

TECNOSTRUTTURA; DECENTRAMENTO ORIZZONTALE LIMITATO; STANDARDIZZAZIONE DEI PROCESSI.

 

3. BUROCRAZIA PROFESSIONALE: struttura che fonda le proprie basi sulle capacità delle persone all’interno della propria organizzazione. Ha una tecnostruttura residuale anche se presenta il nome di “burocrazia” e da maggior funzione al nucleo operativo che è ricco di competenze specifiche. La struttura è differenziata orizzontalmente in base alle specifiche funzioni ed ha una difficoltà di coordinamento legato ai ruoli.

NUCLEO OPERATIVO; DECENTRAMENO VERTICALE E ORIZZONTALE DELLE MANSIONI; STANDARDIZZAZIONE DELLE CAPACITA’.

 

4. SOLUZIONE DIVISIONALE: Struttura che si pone come obiettivo la ricerca di nuovi mercati, è una sovrapposizione di più organizzazioni che operano in diversi settori e ambienti, una focalizzazione sulle business unit (divisioni) che l’impresa crea (i manager sono legati alle divisioni). Non interessa sapere che modi utilizzerà per raggiungere gli obiettivi, ma si focalizza sugli obiettivi e sui risultati che vuole conseguire. Assenza di burocrazia. Ha i pregi dell’elevata flessibilità, focalizzazione sul prodotto e dell’elevato sviluppo dei controlli di gestione.

LINEA INTERMEDIA; DECENTRAMENTO VERTICALE LIMITATO; STANDARDIZZAZIONE DEGLI OUTPUT.

 

5. ADHOCRAZIA: è la struttura più flessibile e tendente all’innovazione che ci possa essere. E’ composta da un vertice strategico e da un nucleo operativo che si sviluppa pian piano con le necessità organizzative. La caratteristica di questa configurazione organizzativa è data dal fatto che viene creata per far fronte a specifici obiettivi dettati dal mercato.

NUCLEO OPERATIVO; DECENTRAMENTO LIMITATO; MUTUO AGGIUSTAMENTO.

 

CONFIGURAZIONI ORGANIZZATIVE PURE: sono quelle configurazioni che accorpano solamente una delle configurazioni dette precedentemente.

 

CONFIGURAZIONI ORGANIZZATIVE MISTE: sono il misto di 2 o più configurazioni dei quelle viste precedentemente.

 
4 commenti

Pubblicato da su 28/03/2011 in Studio - Università Economia

 

4 risposte a “La struttura organizzativa: il modello di Mintzberg.

  1. Cristina Altieri (@krys89bmtl)

    16/06/2012 at 18:59

    tu non lo sai ma stai aiutando un sacco di studentesse di servizio sociale =) utilissimi questi schemi!!

     
  2. Blake

    28/01/2013 at 23:42

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  3. angela

    26/03/2013 at 09:14

    penso che sia il modello che meglio chiarisce l’organizzazione dei servizi sociali e renda esplicite le connessioni nelle organizzazioni

     
  4. carmen

    16/09/2013 at 11:16

    ciao,io sono disperata per l’esame di organizzazione aziendale non è che mi manderesti i tuoi appunti?

     

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